Percorso: L'ANAM / Il Comitato Direttivo
Italiano
venerdì, 16. novembre 2018

Il Comitato Direttivo

L' attuale Comitato Direttivo, in carica per il triennio 2016/2019, è così composto:

Ilaria Aldi Presidente GR pietricciorosso@gmail.com
Ugo Marcocci Vice Presidente LT ugomarcocci@libero.it
Giacomo Franceschini   RM g.franceschini@quirinale.it
Guido Gasparro   GR info@sterpeticavalli.it
Fabiana L'Abbate   AR fabianalabbate@gmail.com
Luca Merelli   GR luca@polisassociati.net
Massimo Nassi   VT nassi.massimo@virgilio.it

Il Comitato Direttivo dell'ANAM ha deciso di rendere pubbliche sul nostro sito le principali delibere prese durante le riunioni dello stesso.

Inauguriamo quindi questa importante novità.


Comunicato stampa del Comitato Direttivo - 26/10/2018

Radiazione di due capi equini dell’allevamento Settemerli

Per fare chiarezza in questa vicenda che vede costantemente commenti ed illazioni da parte di chi non è a conoscenza
dei fatti accaduti e nel tentativo di esprimere agli allevatori di cavalli maremmani nella massima trasparenza ed
oggettività quanto avvenuto in relazione a questa sgradevole vicenda l’ANAM rende pubblica la ricostruzione dei fatti
omettendo naturalmente nomi e quant’altro coperto da comprensibile riservatezza.

Avremmo volentieri evitato la pubblicazione di questi fatti, che sono evincibili nei verbali dell’associazione, ma visto il
reiterare la pubblicazione di notizie incomplete o fuorvianti della realtà abbiamo ritenuto opportuno descrivere
l’intera vicenda.

Come facilmente evincibile dalla banca dati in totale sono stati dichiarati 10 puledri come figli dello stallone Tiburzi.
Quattro sono stati dichiarati nati nel 2014 e sei nel 2015. L’intera produzione di quell’allevamento nei due anni 2014 e
2015 è stata dichiarata figlia di Tiburzi.

Al momento della dichiarazione di nascita dei primi quattro puledri, avvenuta nel mese di luglio 2014, l’ANAM, resasi
conto che erano stati dichiarati figli di uno stallone di cui l’associazione non aveva più notizie da una ventina d’anni e
che non era mai stato tipizzato, ha richiesto all’allevatore la consegna del crine dello stallone in maniera da effettuare
le verifiche di paternità in quanto quello stallone non aveva il DNA depositato. Si precisa che tali verifiche non erano
allora obbligatorie e si precisa anche che il DNA depositato per gli stalloni non era allora obbligatorio, ma tali verifiche
erano state effettuate sulla stragrande maggioranza degli stalloni e la stragrande maggioranza degli stalloni aveva il
crine, cioè il DNA, depositato. Si precisa altresì che detto stallone era privo di microchip, caso praticamente più unico
che raro, e sicuramente fuori norma in base alla normativa vigente già allora sull’identificazione certa dei soggetti
iscritti al libro genealogico.

L’allevatore rispondeva ai primi di agosto che avrebbe portato il crine dello stallone “appena possibile” e
successivamente, invece, nel mese di settembre inviava la dichiarazione di morte dello stallone indicando per il
decesso la data del 18/09/2014. La dichiarazione di morte non riporta il numero di microchip in quanto lo stallone non
risultava esserne dotato. A quella data lo stallone in oggetto era ancora intestato ad un proprietario diverso che ne era
proprietario fin dall’anno 1989.

Da questi avvenimenti si passa al mese di novembre 2017. Dopo la vittoria del Best in show a Verona da parte di
M.Dardano dei Settemerli (uno dei puledri dichiarati figli di Tiburzi) ed in procinto di iniziare il performance degli
stalloni, a causa di sempre più insistenti proteste e allusioni sullo stallone Tiburzi provenienti da molti allevatori, sia in
forma pubblica che riservata, l’ANAM decide di cercare di capire se sia possibile effettuare alcune verifiche genetiche
per accertare la compatibilità paterna dei 9 puledri dichiarati figli di Tiburzi ancora in vita a quella data. Viene chiesto
al laboratorio di genetica convenzionato ed accreditato AIA che si occupa delle nostre verifiche genetiche se sia
possibile effettuare qualche accertamento. Senza fare nomi viene richiesto se sia possibile in un caso di assenza del
padre, causa decesso, accertare la compatibilità paterna sui puledri dichiarati suoi figli avendo a disposizione il DNA
del nonno paterno e di vari consanguinei in linea paterna. Il laboratorio ci risponde che per poter dare una risposta
sulla fattibilità di tali accertamenti deve avere il crine dei puledri. Il laboratorio aveva evidentemente necessità di
avere gli alleli delle linee materne di questi puledri in maniera da isolarli e verificare se gli alleli della linea paterna
erano confrontabili con quelli dei parenti in linea paterna. Il discorso non è facilissimo, ma abbastanza chiaro.

L’ANAM inviava quindi il crine di questi puledri ed a quel punto venivamo tutti colti alla sprovvista dalla risposta che ci
fu data dal laboratorio di analisi. “In realtà è apparso subito chiaramente che i supposti figli sono derivati da padri
diversi e pertanto, venendo meno il presupposto iniziale, la finalità non è stata conseguibile”. Cioè non era possibile
isolare gli alleli paterni per tentare una verifica con i parenti in linea paterna in quanto i puledri erano figli di padri
diversi. Tale certificazione poneva un serio dubbio sulle dichiarazioni di nascita dei dieci puledri.

A quel punto venivano immediatamente sospesi dall’ANAM tutti i puledri. Da qui in poi iniziava tutta una sequela di
silenzi prolungati, richieste di proroghe alla presentazione di documenti, diffide verso il direttore ad informare i
consiglieri, diffide verso i consiglieri stessi, presentazione di documenti oltre i termini fissati ed ogni altra


manifestazione, che giunge fino ai giorni nostri, che sicuramente non denotava uno spirito di collaborazione nel
tentativo di dirimere celermente la vicenda e che sicuramente non metteva in condizione di valutare serenamente e
nella sua interezza la vicenda.

Si giunge al febbraio dell’anno in corso in cui l’avvocato dell’allevatore comunicava all’ANAM che l’allevatore stesso
era “disponibile a rinunciare all’iscrizione di quei cavalli figli di fattrici per le quali non può essere certo l’esclusivo
accoppiamento con lo stallone Tiburzi” in quanto avendo avuto “nei diversi anni tra i cavalli di proprietà ed a
pensione anche maschi interi, è stato possibile il verificarsi di coperture non desiderate”. Nella stessa comunicazione
si dichiarava anche che l’allevatore “è però certo riguardo alla paternità dei cavalli M.Dardano dei Settemerli ed
M.Etrusco dei Settemerli”.

Sulla base di tali dichiarazioni il 22 marzo 2018 l’ANAM provvedeva alla radiazione di tutti i puledri dichiarati figli di
Tiburzi ad esclusione dei M.Dardano dei Settemerli ed M.Etrusco dei Settemerli che invece venivano riammessi al libro
genealogico. Nel frattempo si era cercato di esperire altre verifiche contattando per raccomandata il vecchio
proprietario (senza esito) e richiedendo all’istituto di incremento ippico la documentazione con cui era stata rilasciata
l’autorizzazione alla stazione di monta dell’allevatore che risultava avere operante presso le sue strutture lo stallone
Tiburzi negli anni 2013 e 2014. Anche in questo caso l’esito era negativo in quanto l’incremento ippico dichiarava di
avere smarrito la documentazione degli anni 2013 e 2014. Anche l’allevatore dichiarava di non avere più alcuna
documentazione relativa a quanto richiesto.

Il giorno 12 giugno 2018 perveniva all’ANAM una pec dal figlio, erede del proprietario risultante all’ANAM dello
stallone Tiburzi, nella quale si dichiarava che il suddetto stallone era stato portato al mattatoio di Anagni nell’anno
1997 per essere macellato “a seguito di diagnosi medica veterinaria supportata da rx che evidenziava la frattura di
una zampa anteriore, non curabile” e che lo stesso era presente “al momento dello scarico dello stallone presso il
mattatoio”. Immediatamente l’ANAM riapriva l’istruttoria della pratica e sospendeva nuovamente i due puledri.

In questo periodo in cui i cavalli erano stati riammessi al libro genealogico M.Dardano dei Settemerli aveva coperto
alcune fattrici.

Iniziava nuovamente un ciclo di diffide da parte dell’allevatore verso i più svariati soggetti fino a giungere a mettere in
dubbio la competenza del comitato direttivo ANAM, competenza che invece, secondo l’allevatore stesso ed un altro
consigliere, spettava esclusivamente al direttore dell’ANAM. Da parte dell’ANAM invece partiva una richiesta di
documentazione a supporto delle dichiarazioni dell’allevatore stesso. Infatti l’allevatore aveva dichiarato nel
frattempo di essere proprietario dello stallone Tiburzi (contrariamente a quanto risultava all’ANAM al momento della
dichiarazione di morte del 2014 sottoscritta dallo stesso allevatore) in forza di un contratto di acquisto stipulato con
un privato, che lo aveva avuto da un commerciante, che a sua volta lo aveva acquistato dal mattatoio di Anagni che lo
aveva rivenduto all’insaputa del vecchio proprietario. Il problema vero era infatti quello di avere una documentazione
certa che consentisse di stabilire in maniera incontrovertibile che lo stallone di cui all’oggetto fosse veramente Tiburzi.
Di nuovo oltre i termini che erano stati concessi l’allevatore ha prodotto due dichiarazioni delle persone coinvolte in
questa vendita in uscita dal mattatoio, una fotocopia di una scheda di valutazione di Tiburzi datata 1989 con attaccato
sopra un adesivo di un microchip datato 2004, che non risulta mai impiantato su nessun animale (e che non era stato
dichiarato nella sezione apposita della dichiarazione di morte del 2014) che riporta una dichiarazione di un veterinario
che avrebbe identificato il cavallo nel 2013 con un microchip non risultante in nessuna banca dati.

Quindi il cavallo, sarebbe stato movimentato, sarebbe stato venduto e rivenduto, sarebbe stato approvato in una
stazione di monta senza la documentazione identificativa prevista per legge.

In data 6 settembre 2018 il comitato dell’ANAM, esprimendosi a larghissima maggioranza con un solo voto contrario,
decideva per la radiazione dei due capi equini in quanto la documentazione prodotta dall’allevatore era largamente
insufficiente a dimostrare con certezza l’identità dello stallone padre dei due soggetti.

estratto normativo allegato al Comunicato Stampa

Estratto_normativo.pdf


Comunicato Stampa del Comitato Direttivo 22/10/2018

RADIAZIONE DAL L.G. di M.DARDANO E M.ETRUSCO DEI SETTEMERLI

Dato il clamore mediatico che la vicenda desta tra allevatori e proprietari di cavalli
maremmani, l’ANAM desidera esprimersi sulla vicenda della radiazione dei cavalli
M.Dardano dei Settemerli e M.Etrusco dei Settemerli.
L’ANAM ha sempre lavorato a tutela degli allevatori e della razza maremmana, nella
massima chiarezza e trasparenza consentita e a tutela della privacy di ogni soggetto
coinvolto in tale vicenda.
La ricostruzione dei fatti si è rivelata complessa e contraddittoria, perché passata
attraverso dichiarazioni contrastanti dei vari soggetti implicati a vario titolo.
L’operato del CD ha sempre teso ad ottenere la massima chiarezza e il fine è sempre stato
quello di giungere ad una conclusione che garantisse, in primis, la tutela della razza e la
giusta ricostruzione dei fatti realmente accaduti.
Nessuna guerra o accanimento personale contro il consigliere e allevatore sig. Savio
dunque, che invece è stato tutelato dall’ANAM nella propria privacy, con il quale è sempre
stato cercato un dialogo che potesse fugare i dubbi resi da testimonianze documentali e
documentate e al quale è sempre stato permesso di partecipare alle riunioni che
riguardavano la questione, anche quando, forse, non ne avrebbe avuto diritto.
Proprio per giungere ad una conclusione che permettesse di fugare ogni dubbio sulla
vicenda e permettesse al sig. Savio di dimostrare la veridicità della propria ricostruzione
dei fatti, il CD ANAM e il Direttore hanno più volte richiesto formalmente un elenco di
documenti riguardanti lo stallone Tiburzi ed il suo impiego nella stazione di monta del sig.
Savio nelle stagioni 2013 e 2014.
Il sig. Savio ha però fornito una documentazione incompleta (rispetto alla richiesta formale
ricevuta) e non valida ex lege per vari motivi. In particolare non è mai stata fornita una
documentazione ufficiale, ai sensi della normativa corrente ed a quella in vigore all’epoca
dei fatti, con la quale sia possibile dimostrare con certezza l’identificazione dello stallone
Tiburzi e quindi dimostrare la paternità dei puledri indicati come suoi figli.
A fronte di questa e di numerose altre incongruenze riscontrate sulla documentazione e
operando a tutela della razza, il CD nella riunione del 06/09/2018 ha deliberato la
radiazione dal L.G. dei due cavalli.

Delibere di Comitato

COMITATO DIRETTIVO DEL 06/09/2018

- Sono stati scelti i giudici e stabiliti i premi relativi alla imminente Mostra Nazionale del Cavallo Maremmano.

- Sono state decise le modalità e i costi relativi alla partecipazione a Fieracavalli di Verona; in particolare, si è stabilito l'obbligatorietà del pagamento di metà quota al momento della prenotazione dei box.

- E' stato deciso di valutare la nostra partecipazione a Fiere estere, con spettacoli in monta tradizionale. A tale scopo, verrà richiesto un breve video di presentazione ai gruppi interessati. Questa soluzione permetterà anche un considerevole abbattimento dei costi da sostenere.

 


 

 

 

PEC: anam@pec.anamcavallomaremmano.com